lunedì 29 febbraio 2016
giovedì 25 febbraio 2016
RENDICONTO DI GESTIONE PER L’ANNO 2015
La
notizia che tutti aspettiamo dal 26 maggio scorso non è arrivata, la
sentenza del Consiglio di Stato, dopo ben 9 mesi, non è ancora
stata pubblicata.
Il
2015 è stato un anno di attesa.
Neppure
l'avv. Mauro Guerra ci ha saputo dare una motivazione per questo
ritardo.
E'
una sentenza importante quella del Cons.d.Stato perché se sarà a
noi favorevole confermerà quanto il T.A.R. aveva già deciso nel
2013, se sarà favorevole al ricorrente sig. Dal Mass tutto tornerà
come all'inizio era stato previsto: demolizione della villa e nuovo e
condominio.
A
volte ci si rende conto conto come, dopo la sentenza del TAR, molti
abbiano la convinzione che la vicenda sia chiusa e la villa sia salva
da pericoli di demolizione. Ma non è assolutamente così.
Neppure
se il Consiglio di Stato fosse a noi favorevole e confermasse la
prima sentenza, il pericolo sarebbe scongiurato perché, fin dalla
fine del 2013, contestualmente al ricorso in Consiglio di Stato, il
Dal Mass aveva presentato al Comune un nuovo piano, identico nella
sostanza al precedente annullato, prevedendo ancora la demolizione
della Villa.
Il
Comune aveva tempestivamente dato avvio nel gennaio 2014
all'istruttoria e aveva indetto per l'aprile di quell'anno la
conferenza per la verifica di assoggettamento alla VAS.
Ricordo
che tutto si fermò, prima di quella verifica, in quanto la Provincia
aveva inviato al Comune una pesante richiesta di verifiche,
chiarimenti e precisazioni che sottintendeva, chiaramente, profonde
riserve sull'ammissibilità dell'intervento e che a questo punto gli
interessati avevano preferito attendere la sentenza del Consiglio di
Stato.
Ma
non è detto che questo secondo piano sia stato definitivamente
abbandonato né risulta che sia stato archiviato, è solo una
procedura sospesa che potrebbe essere riavviata nel caso il Consiglio
di Stato respingesse il ricorso.
In
questa situazione di stallo sul cancello della Villa è comparso un
cartello ”Vendesi” e su un sito internet di una immobiliare di
Como si può leggere l'offerta in vendita, in data 8/6/2015, della
Villa con una richiesta di euro 2.600.000,00.
La
proprietà in vendita è descritta come “...unica... con molto
charme...composta da una villa d'epoca…. e da un corpo sul
retro….il cui volume potrebbe essere redistribuito nella parte
panoramica del giardino...” esattamente
quello che andiamo sostenendo dall'inizio e che prevedeva il PRG
vigente.
Ma
anche questa possibilità o ipotesi di vendita non ci può
tranquillizzare.
Fino a che le norme urbanistiche
saranno scritte o interpretate da questa Amministrazione con lo scopo
di demolire la villa per consentire una evidente pesante operazione
immobiliare a danno del territorio, un passaggio di proprietà non ci
può rassicurare o garantire la sopravvivenza della villa.
Non vi sono quindi motivi validi per
abbassare l'attenzione come mi sembra sia avvenuto e la conservazione
della Villa Coccini si dovrebbero interessare a tutti quei
cittadini che firmarono la prima petizione allìAmministrazione nel
2011 e non solo quei pochi di noi che tengono in piedi il Comitato.
Abbiamo
tutti rilevato un evidente calo di interesse e partecipazione,
favorito anche dall'assenza di fatti nuovi, il Consiglio Direttivo ha
cercato di rinsaldare i legami e la collaborazione con le nuove forze
dell'opposizione, rapporti che con la passata minoranza erano facili
e immediati e che si sono invece rarefatti non ostante la lista
Laboratorio Moltrasio avesse inserito nel suo programma la difesa
della Villa Coccini assieme naturalmente a quella del territorio.
In una piccola comunità come la
nostra dovrebbe essere evidente e spontaneo che le forze e le
aggregazioni associative che hanno una visione del futuro della
comunità e del suo territorio diversa da chi sta al potere
dovrebbero collaborare senza inutili dispersioni di forze.
In quest'ottica, invitati, abbiamo
partecipato volentieri all'incontro del 18 maggio, organizzato dal
Gruppo di minoranza sulla Villa Coccini, sui temi del territorio e
scelte amministrative.
In tale sede, vista la situazione di
blocco della vicenda e l'intenzione dell'Amministrazione, per
uscirne, di predisporre una variante al PGT, avevamo proposto di
destinare il compendio Coccini ad attività turistico ricettive, che
sono la maggior risorsa economica del paese e che faciliterebbero, a
nostro avviso, la migliore valorizzazione edilizia ed urbanistica del
complesso immobiliare con la consevazione dei principali caratteri
paesaggistici.
Non ci sembra che quella sera fossero
emerse altre concrete proposte e non ci risulta, ma saremmo lieti di
essere smentiti, che alcunché di questo dibattito si sia trasformato
in una proposta politico amministrativa di stimolo
all'Amministrazione.
Stiamo ora vedendo come l'Hotel
Imperiale abbia in corso un ennesimo ampliamento proprio in fregio
alla riva del lago e ci si chiede perché invece di portare altro
cemento sulle sponde non si sia pensato, in un quadro di buona e
lungimirante pianificazione del territorio, all'utilizzo del
compendio Coccini per dare adeguato spazio di sviluppo alle esigenze
funzionali dell'albergo, conservando con la villa quegli aspetti
caratteristici del paesaggio che sono quelli, in definitiva, per
vedere i quali i turisti vengono sul nostro lago non certo attratti
dai condomini in c.a., legno e cristallo.
E' una domanda che ci poniamo come
Comitato per tutte le destinazioni d'uso degli edifici specialistici
a lago per i quali dovrebbero essere privilegiate funzioni pubbliche
o turistico ricettive e non quelle residenziali ( vedi darsena alla
Riva Granda), a volte anche palesemente improbabili come per la
villa Passalacqua, di fatto, come tutti sanno, un polo terziario di
lusso, da cui il comune di Moltrasio non ricava alcun beneficio.
Nell'attesa degli sviluppi della
pratica Coccini ci siamo attivati in questi mesi anche per attivare
l'attenzione su alcuni episodi “minori” che ci sembrava fossero
testimonianza di una superficiale attenzione ai temi della tutela del
territorio.
Oltre al citato ampliamento
dell'Imperialino, abbiamo ripreso la segnalazione fattaci da
Vittorio Bernasconi sul taglio di alcuni cipressi tra la regina e via
Bellini in un'area di pertinenza della ex villa Belgioioso in
restauro.
Una operazione insensata, fatta
probabilmente per agevolare le operazioni di cantiere e un domani
forse per realizzare box e posti auto.
Non sappiamo con certezza i motivi per
cui sono stati tagliati alberi secolari esprimiamo solo delle ipotesi
perché l'accesso agli atti del comune di Moltrasio, come è noto, è
procedura difficile umiliante, durante la quale il cittadino viene
trattato come uno scocciatore e alla quale non intendiamo più
sottostare.
Abbiamo pensato che forse i
rappresentanti della minoranza in quanto consiglieri comunali
potessero essere di aiuto ma non è stato così.
Per i cipressi fatti a pezzi ci è
stato riferito che tutto è regolare perché dichiarati ammalati e
pericolanti!!
Ma quando mai !! andate a vedere le
sezioni dei tronchi tagliati a filo d'erba e vedrete che tranne forse
uno erano sanissimi. Quella delle perizie che attestano la malattia
delle piante per poterle abbattere è un trucco vecchio e conosciuto.
Abbiamo quindi segnalato la
cancellazione di questo nucleo di verde che faceva da quinta tra la
cortina edilizia della Regina e quella delle ville sulla via Bellini,
non abbiamo ricevuto nessun commento da alcun cittadino.
Abbiamo infine ripreso il tema
dell'edicola di San Bernardo a Tosnacco di cui avevamo denunciato
tempo fa il grave dissesto provocato dal passaggio dei mezzi
dell'adiacente cantiere.
Se vi ricordate eravamo stati
duramente attaccati dal Sindaco che ci aveva accusati di
sciacallaggio negando qualsiasi pericolo di crollo.
Infatti poi l'edicola era stata
puntellata e contraffortata.
Nei
mesi di novembre e dicembre l'edicola è stata oggetto di un
sconcertante intervento di restauro, se così si può dire,
integralista in base ad assurde direttive della Soprintendenza che ha
consentito solo la stuccatura/ sigillatura delle lesioni, lasciandole
comunque ben evidenti ed imposto che i pezzi di intonaco, di cornici
ed elementi decorativi mancanti e caduti non fossero reintegrati o
ripristinati e che il manufatto fosse lasciato e consolidato nello
stato di dissesto in cui si trova.
Stessa sorte e stessi criteri per le
decorazioni a pittura in particolare per l'affresco centrale ormai
illeggibile che risulta essere una macchia rossastra in cui si
riconosce, con un po' di buona volontà, solo l'ombra di una gamba e
di un piede.
Una
operazione incomprensibile che ha mummificato quella che era una
spontanea testimonianza di fede ed arte popolare condannandola allo
stato di rudere privo di qualsiasi significato e valore.
Nella nostra segnalazione avevamo
lanciato qualche proposta, magari criticabile, per ridare un senso
alla presenza dell'edicola, pensavamo di dare uno spunto ad un
dibattito.
Anche in questo caso, come per
l'Imperialino ampliato, per i cipressi abbattuti, non è successo
nulla, tranne un unico commento.
Questa situazione mi ha amareggiato e
mi ha fatto riflettere anche sul mio personale impegno nel Comitato e
sulla mia capacità di coinvolgere almeno una parte dei cittadini.
Tempo fa , forse nell'ultima assemblea
qualcuno ci accusò come Comitato di occuparci solo della Villa
Coccini, quest'anno ci siamo guardati attorno con più attenzione ma
la risposta non c'è stata.
Ci resta il rammarico di non essere
intervenuti per tempo sulla sistemazione della via Bianchi e di non
aver capito che quello che era stato fatto passare per esigenze di
viabilità di emergenza e di servizio pubblico si è trasformato
principalmente in una pesante sistemazione viabilistica utile a
creare autorimesse, posti macchina e piazzole a servizio delle case
dei residenti che hanno così notevolmente incrementato la loro
appetibilità commerciale ed il loro valore.
In un Consiglio Direttivo aperto,
svoltosi il 10 marzo abbiamo discusso varie iniziative possibili per
attivare l'interesse della cittadinanza e raccogliere i fondi
necessari alla sopravvivenza del Comitato.
Lotteria e cena per l'estrazione dei
premi erano stati ancora una volta, il risultato più concreto
scaturito , si era anche ipotizzato un concorso fotografico, avente
come tema le trasformazione del nostro territorio, ma la proposta non
si è ancora concretizzata per mancanza di sponsors.
Questa è la situazione e per come la
vedo io ho la sensazione che oltre alla Villa Coccini si debba
salvare anche il Comitato, io per la mia parte sono pronto a lasciare
la mia poltrona a chi con più capacità e intraprendenza voglia
sostituirmi.
Grazie per l'attenzione.
Il Presidente Maurizio Veronelli
Allegato e parte integrante del presente atto è il rendiconto economico.
Moltrasio 24 febbraio 2015
.
domenica 14 febbraio 2016
venerdì 18 dicembre 2015
COMUNICATO DICEMBRE 2015
COMITATO
SALVIAMO VILLA COCCINI
e-mail
salviamovillacoccini@gmail.com
Con
il presente Comunicato il Comitato Salviamo Villa Coccini, in difesa
degli aspetti ambientali, culturali e storici del territorio,
conformemente ai suoi fini statutari, segnala alcune iniziative in
atto, o appena concluse, che evidenziano, ancora una volta, la
disattenzione, il disinteresse e l'incultura di chi governa la nostra
comunità e degli organismi che dovrebbero tutelare il territorio.
Nel
luglio 2013 avevamo segnalato i gravi danni alla cappella, ovvero
edicola, votiva di San Bernardo posta all'inizio della via per
Casarico, provocati dal passaggio dei mezzi del vicino cantiere di
l'edilizia convenzionata, suscitando la scomposta reazione
dell'Amministrazione Comunale.
L'Amministrazione
aveva poi però provveduto a meglio proteggere e mettere in
sicurezza il manufatto mentre i responsabili della Cooperativa
Edilizia si erano impegnati al restauro della piccola costruzione,
una volta terminato il cantiere.
La
documentazione fotografica da noi effettuata evidenzia tuttavia come
il dissesto della cappella sia ulteriormente progredito nel tempo.
In
questi giorni effettivamente si sono conclusi lavori di restauro a
cura del Dipartimento di conservazione e Restauro dei Beni Culturali
dell'Accademia di Belle Arti Aldo Galli – IED Como, svolti sotto le
precise indicazioni operative imposte dalla competente Soprintendenza
per i Beni Architettonici e Paesaggistici di Milano, come da parere
del 11 settembre 2014 n° 10223.
Purtroppo
dobbiamo constatare come il degrado che il tempo, l'incuria, il
disinteresse della popolazione e delle istituzioni civili e
religiose, avevano provocato sia stato con questo intervento
accentuato e messo in rilievo a causa dell'assurdo e integralista
parere della Soprintendenza che ha imposto tra l'altro, che: “ Le
parti decorative mancanti (cornici capitelli,…) non siano
ricostituite, ma si limiti l'intervento alla sola sigillatura delle
fessurazioni con miscele a base di calce idraulica naturale”
Forse
l'edicola, opera certamente di manodopera locale e frutto della
semplice e spontanea fede popolare, è stata scambiata dalla
Soprintendenza per un'opera d'autore “ firmata” quindi
intangibile e ne è stato imposto un restauro di rigore assoluto,
impedendo qualsiasi integrazione o completamento di parti murarie,
architettoniche e decorative mancanti e collassate.
Stesso
“rigore” certamente è stato utilizzato per le parti dipinte, sia
per le semplici partiture architettoniche, in piccola parte ancora
visibili e facilmente reintegrabili, che per l'affresco
rappresentante il Santo, di cui resta solo una macchia rossastra in
cui si intravede, forse ,una mano.
Il
risultato finale di questo lodevole, nelle intenzioni, intervento,
risulta essere un manufatto restaurato a rudere, forse apprezzabile
da esperti ed appassionati di restauro filologico integralista ma
certamente incomprensibile alla gente, agli eredi di quella comunità
civile che quella cappellina votiva aveva voluto.
Noi
crediamo che un bravo muratore oggi sarebbe stato in grado di
ripristinare le parti perdute, eventualmente con tutti gli
accorgimenti utili a differenziarle, lievemente, dalle parti
originarie (così come piace alla Soprintendenza) dando nuovamente
alla costruzione quella completezza e quella dignità architettonica
che un tempo le era stata donata dagli artigiani che l'avevano
concepita e realizzata.
Stesso
discorso può essere fatto per le parti decorative architettoniche
dipinte. Un buon artigiano decoratore sarebbe stato certamente in
grado, con sensibilità e leggerezza, di accennare almeno il
completamento delle principali linee mancanti e quindi renderle
comprensibili e leggibili nel loro insieme.
Per
l'immagine di San Bernardo, praticamente scomparsa, non era
probabilmente possibile alcun intervento che potesse dare una
qualche leggibilità all'opera.
Un
intervento ex novo di buon livello artistico sarebbe forse stato
improponibile per motivi economici, noi riteniamo tuttavia che non
sarebbe stato scandaloso collocare nell'edicola una riproduzione,
chiaramente denunciata come tale, di qualche opera di analogo
soggetto e donare quindi un significato e una continuità di memoria
e devozione all'opera.
Ampliamento
del Ristorante Imperialino.
I
650 mc di ulteriore ampliamento donati dal PGT alla Soc: Grand Hotel
Imperiale sono in fase di realizzazione.
Si
osserva che, naturalmente, il nuovo cemento verrà costruito sul
fronte lago cioè sulla parte più sensibile del territorio.
La
realizzazione dell'ampliamento è legata ad una convenzione che
dovrebbe garantire alla collettività un beneficio cioè prevedere
che il privato come contropartita all'incremento volumetrico realizzi
o ceda qualcosa che sia di interesse pubblico.
Noi
non siamo riusciti a capire quale sia questa contropartita,
sembrerebbe trattarsi della realizzazione di un piccolo deposito
attrezzi a servizio del cimitero, non è sicuro, in effetti l'accesso
agli atti in comune di Moltrasio è sempre stata una cosa difficile e
scoraggiante.
Rimane
sempre un quesito senza risposta che riguarda la natura di una parte
del terreno a lago su cui sorge il complesso dell'Imperialino, è
tutto di proprietà privata o vi è una porzione pubblica ? Ad ogni
ampliamento dell'albergo sorge questa domanda ma una risposta chiara
non è ancora stata data.
Il
giorno 14 dicembre, come anche da segnalazione di Vittorio
Bernasconi, sempre attento e tempestivo sulle questioni del nostro
Comune, con un velocissimo intervento sono stati abbattuti tutti
gli alberi e gli arbusti sul terreno fra la via Regina e la via
Bellini appartenente all'ex villa Belgioioso.
Sull'immobile
sono iniziati da poco lavori di straordinaria manutenzione e
realizzazione di piscina, la proprietà sembra sia di cittadini
russi, progettisti ed impresa costruttrice sono sempre i soliti che
ormai a Moltrasio pare abbiano l'esclusiva dei lavori di prestigio.
L'area
disboscata era effettivamente da tempo in stato di totale abbandono
con crescita di vegetazione infestante che invadeva anche la Regina e
piena di rifiuti, ora tutto è stato tagliato e ripulito compresi
almeno 4 grandi cipressi, probabilmente secolari o quasi, di notevole
sviluppo vegetativo e in buone condizioni.
Il
taglio di questo patrimonio arboreo è totalmente ingiustificabile e
può essere inquadrato solo in un'ottica speculativa assolutamente
indifferente al rispetto dei valori dell'ambiente e del paesaggio. La
prima cosa che viene da pensare è che al disotto dell'area su cui
crescevano gli alberi siano previsti dei parcheggi.
L'eliminazione
della quinta a verde che separava la via Regina, edificata verso
monte,dalla via Bellini, edificata verso il lago, rappresenta una
grave perdita ambientale e modifica ,impoverendola, la successione
delle visioni prospettiche fruibili percorrendo nei due sensi la via
Regina o la sottostante parallela via Bellini.
Immaginiamo
che questo intervento, in zona sottoposta con decreto specifico a
tutela come Bene Ambientale e Paesaggistico, sia stato autorizzato da
quella stessa Commissione Ambientale che a Torriggia ha autorizzato
l'abbattimento dei cedri del Libano, della Villa alla Punta, che
erano riusciti a sopravvivere a un devastante intervento edilizio,
sostenendo che la demolizione era possibile in quanto non si trattava
di piante autoctone, cioè di piante originarie del luogo !!
Forse
anche nel nostro caso i cipressi, che certamente non sono nati
spontanei, sono stati giudicati non autoctoni e quindi da abbattere.
Non
ci si venga poi a dire che erano piante ammalate e che verranno
sostituite con analoghe essenze di pari dimensioni perché questi
sono impegni che sempre vengono assunti per ottenere i permessi ma
che in pratica non vengono e non possono essere rispettati.
Per
concludere
E'
motivo di rabbia e tristezza dover subire queste continue
devastazioni del territorio a volte magari anche con interventi che
appaiono non rilevanti, in se stessi, ma che distruggono in un attimo
ciò che si è formato, stratificato e sedimentato nel corso dei
secoli e che ha raggiunto un suo delicato equilibrio con ciò che gli
sta attorno.
Stupisce
e amareggia il cogliere in questa frenesia distruttiva e indifferenza
culturale, la totale mancanza di un disegno di sviluppo civile che
conservi e valorizzi le risorse del territorio
Moltrasio,
19 dicembre 2015 per il Comitato il
presidente
Maurizio
Veronelli
mercoledì 1 luglio 2015
Estrazione premi 26 Giugno 2015
PREMIO DESCRIZIONE NUMERO ESTRATTO
1 Televisore SAMSUNG Led 19 pollici 1003
2 Quadro a olio - "baite di montagna" di Achille Parachini 1948 0703
3 Macchina fotografica SONY 20.1 Mega pixels cyber shot W810 1999
4 Vaso in vetro bianco 0210
5 Stola di Velluto 2132
6 Acquarello veduta del primo bacino del lago di Como 2232
7 Cesto generi alimentari 2273
8 Taglio di abito in seta 0961
9 Taglio di abito in fresco lana 0509
10 Set da bagno in spugna 2053
11 Taglio abito in viscosa, disegno fantasia 2078
12 Spilla Swarovski 0213
13 Scialle in seta devoré 0164
14 Foulard Ken Scott 2460
15 Sciarpa in seta Escada 2362
16 Sciarpa in seta Mantero 2402
17 Sciarpa in seta Genny 0108
18 Sciarpa in seta 1987
19 Anforetta in vetro di Murano 0714
20 Lampadario in plexiglass 2354
21 Pianta ornamentale 0335
22 Cestino in vetro di Murano 2435
23 Servizio da dessert 6 piatti, più piatto di portata 0191
24 Piatto in ceramica dipinto a mano - Siena 0317
25 Riproduzione acquarello C.Collini 2454
26 Coppia di riproduzioni stampe Piranesi 2375
27 N. 4 piatti di Natale danesi, grandi, anni vari 1167
28 N. 5 piatti di Natale danesi, piccoli, anni vari 2443
29 Antipastiera di ceramica bianca 0963
30 Piatto di ceramica decorato a fiori 0184
Per informazioni o segnalazioni contattare il seguente indirizzo email: salviamovillacoccini@gmail.com



